Funzione di Attestatore nella Crisi D’Impresa

La nozione di crisi viene definita sulla base del concetto di "incapacità corrente dell'azienda di generare flussi di cassa, presenti e prospettivi, sufficienti a garantire l'adempimento delle obbligazioni già assunte e di quelle pianificate".
Nell'attuale contesto non esistono regole emanate ad uso dei professionisti per intercettare i segnali della crisi; per fare ciò l'attestatore generalmente si ricollega al Principio di revisione (ISA Italia) 570 e alla Continuità aziendale, al Principio 11 delle Norme di comportamento del Collegio sindacale di società non quotate del CNDCEC, all'OIC 6 e alla Ristruitturazione del debito e informativa di bilancio.

L'elenco dei documenti citati sottolinea l'incertezza che contraddistingue l'individuazione di un effettivo "stato di crisi" aziendale ed evidenziano la necessità di affiancare sempre informazioni di natura qualitativa (es: perdita di amministratori o dirigenti chiave, perdita di mercati fondamentali, di contratti di distribuzione e di concessioni) ai più immediati dati quantitativi e di accompagnare la semplice analisi storica dei risultati con un approfondito esame dei piani di azione futuri della direzione e dei relativi flussi finanziari ed economici previsionali.
I documenti richiamati, pertanto, richiedono una ragionata e complessa disamina endogena che, nell'ambito delle imprese collettive esercitate per tramite dei tipi delle società capitali, solo il Revisore legale in primo luogo (ove istituito) e subordinatamente il Collegio sindacale possono compiere.